Triphaladi Thailam è la versione in olio di una delle formule più note dell'Ayurveda, il Triphala. Costruito attorno ai tre frutti che al Triphala danno il nome, viene tradizionalmente impiegato come olio rinfrescante per la testa e i capelli. Qui vediamo che cos'è, come lo si usa per tradizione, quali erbe contiene e in che rapporto sta con l'ampia famiglia di preparazioni Triphala che molti già conoscono in polvere e in compresse.
Che cosa il Triphala porta in un olio
Triphala significa tre frutti: Haritaki, Bibhitaki e Amalaki. Insieme figurano fra i botanici più stimati dell'Ayurveda, descritti come equilibranti per tutti e tre i Dosha e di natura delicatamente purificante. Lavorati in un olio danno il Triphaladi Thailam, preparazione che porta il loro carattere rinfrescante e distensivo sul cuoio capelluto e sulla pelle. Se il Triphala è celebre per l'uso interno, l'olio ne rappresenta il ramo esterno, topico.
Come si usa per tradizione
L'olio appartiene soprattutto alla testa. Lo si riscalda appena e lo si massaggia su cuoio capelluto e capelli, lasciandolo poi in posa per un certo tempo prima del lavaggio, come vuole la consuetudine degli oli classici per la testa. Molti lo inseriscono nella routine serale, per il suo effetto distensivo. La tradizione ayurvedica lo impiega per sostenere una testa fresca e distesa e un cuoio capelluto ben condizionato. Nella nostra gamma è il Triphaladi Thailam; della variante su base di cocco parliamo nella guida al Triphaladi Kera Thailam.
Gli impieghi tradizionali
- Olio rinfrescante per il massaggio regolare di cuoio capelluto e capelli
- Sostegno a una sensazione distesa e confortevole alla testa
- Scorrevolezza condizionante, utile a pettinatura e districamento
- Olio della sera, adatto ai momenti di distensione
- La versione topica di una routine tradizionale a base di Triphala
Gli ingredienti
Al centro stanno i tre frutti del Triphala: Haritaki (Terminalia chebula, il frutto purificante che la tradizione chiama re delle erbe), Bibhitaki (Terminalia bellirica) e Amalaki (Emblica officinalis, rinfrescante e nutriente), lavorati con un decotto erbale su base di sesamo o di cocco secondo il metodo tradizionale. Al frutto capofila è dedicata la guida a Harad, il re delle erbe; i tre frutti insieme si trovano come polvere di Triphala, mentre la polvere di Haritaki è disponibile anche da sola.
Il Triphaladi nella famiglia del Triphala
Il Triphala si presenta in Ayurveda sotto più forme, e collocare l'olio fra queste aiuta a orientarsi. La polvere (Churnam) e la compressa (Vati) sono le forme interne, che accompagnano la routine quotidiana; il Triphaladi Thailam è invece l'olio esterno per testa e pelle. Sulla forma in compresse rimandiamo alla guida al Triphala Vati, mentre la polvere resta il formato più antico di tutti. L'olio permette di portare la stessa tradizione dei tre frutti dentro un rituale dedicato a capelli e cuoio capelluto.
Domande frequenti
Per che cosa si usa il Triphaladi Thailam?
È un olio classico legato soprattutto alla testa e ai capelli. Riscaldato e massaggiato sul cuoio capelluto, viene tradizionalmente impiegato in Ayurveda per sostenere una testa fresca e distesa e un cuoio capelluto ben condizionato, e si presta bene alla routine serale. Resta comunque un olio esterno, distinto dalle polveri e dalle compresse di Triphala destinate all'uso interno, benché attinga agli stessi tre frutti.
Che cosa significa Triphaladi?
Significa basato sul Triphala, la formula classica dei tre frutti: Haritaki, Bibhitaki e Amalaki. Il suffisso adi indica appunto che la ricetta parte dal Triphala e vi aggiunge altri ingredienti. Triphaladi Thailam è dunque l'olio medicato costruito sui tre frutti, preparato con decotto erbale su base di sesamo o di cocco.
Il Triphaladi Thailam si può usare sulla pelle oltre che sui capelli?
È noto soprattutto come olio per testa e capelli, ma lo stesso carattere rinfrescante e condizionante lo rende gradito anche sulla pelle. Se ne applica una piccola quantità, riscaldata fra i palmi, con un massaggio delicato. Come per ogni nuovo olio conviene un test preliminare sull'avambraccio interno, tenendolo lontano dagli occhi. Stagione e tipo di pelle suggeriscono la quantità.
Con quale frequenza si dovrebbe usare?
Due o tre volte alla settimana bastano nella maggior parte dei casi. Si riscalda un poco d'olio, lo si massaggia, lo si lascia in posa e si lava con uno shampoo delicato. L'uso quotidiano non serve: capelli e cuoio capelluto rispondono meglio a un ritmo leggero e costante che ad applicazioni abbondanti e ravvicinate.
In che cosa differisce dall'assumere la polvere di Triphala?
Polvere e compresse di Triphala sono forme interne, inserite nella routine quotidiana; il Triphaladi Thailam è un olio esterno per testa e pelle. I tre frutti sono gli stessi, ma gli usi non hanno nulla in comune: da un lato il massaggio topico, dall'altro la tradizione interna del Triphala di cui parliamo nelle guide collegate.
Solo per uso esterno. Non sostituisce il parere di un professionista sanitario.