Un nome ayurvedico arriva di solito con una parte associata. I testi non dicono semplicemente Arjuna; dicono Twak, la corteccia. Specificare la parte non è un dettaglio, è metà dell’identificazione.
Che cosa significa Twak
Twak è il termine per la corteccia, lo strato prelevato dal tronco, a differenza della radice che si dissotterra o del frutto che si coglie. Nella materia medica si incontrano Mula (radice), Phala (frutto), Patra (foglia), Pushpa (fiore), Beeja (seme) e Niryasa (resina), e una formula che nomina una pianta si intende riferita alla parte che la tradizione specifica per essa.
Perché conta
Due preparazioni possono nominare la stessa pianta e contenere materiali molto diversi. Leggere un’etichetta significa quindi leggere due cose: quale specie e quale parte. Una corteccia e un frutto dello stesso albero non sono lo stesso ingrediente.
Come si legge in etichetta
Le Capsule di Arjuna indicano la corteccia di Terminalia arjuna. La stessa logica attraversa tutta la gamma: le Capsule di Tagara indicano radice e rizoma, e le Capsule Harida indicano il rizoma, perché Haridra si dissotterra anziché cogliersi.
Domande frequenti
Per Arjuna si utilizza sempre la corteccia?
I testi classici indicano la corteccia, ed è questo il materiale offerto qui.
Perché alcune etichette non indicano la parte?
Dovrebbero farlo. Senza di essa, la sola specie non descrive completamente l’ingrediente.
Come si dice radice in sanscrito?
Mula, come in Dashamula, le dieci radici.
Questo articolo ha finalità informative e descrive la tradizione ayurvedica classica. I prodotti menzionati sono integratori alimentari, non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Assumerli sotto la guida di un professionista ayurvedico qualificato.