Fra un albero e una capsula ci sono alcuni passaggi, e vale la pena sapere quali di essi cambiano il materiale e quali cambiano soltanto la comodità.
Le forme classiche
Nella pratica classica la corteccia entra soprattutto come Churnam, una polvere, o come Kashayam, un decotto in cui il materiale viene fatto sobbollire in acqua. Sono entrambe preparazioni con metodi propri, e i testi le descrivono nel dettaglio.
Che cos’è una capsula
Una capsula è un contenitore, non una preparazione. La corteccia viene essiccata e ridotta in polvere, che è il passaggio del Churnam, e poi introdotta in un involucro. Non si aggiunge nulla e non si estrae nulla. Ciò che cambia è che la dose arriva già misurata e il sapore si evita.
Che cosa non fa
Non concentra il materiale. Una capsula di corteccia in polvere è corteccia in polvere, e un’etichetta che dice altrimenti descrive un estratto, che è un’altra cosa. Le Capsule di Arjuna sono una preparazione a base di una sola erba, la corteccia di Terminalia arjuna, in un involucro di origine vegetale.
Leggere la forma
Polvere, decotto, estratto e capsula sono quattro risposte diverse alla stessa pianta. La guida agli integratori alimentari spiega come leggere queste parole su un’etichetta europea.
Domande frequenti
Una capsula è più forte di una polvere?
No. È la stessa polvere in un involucro dosato.
Che cos’è un Kashayam?
Un decotto, ottenuto facendo sobbollire il materiale in acqua.
Perché scegliere proprio una capsula?
Dose misurata e nessuna polvere sfusa da pesare. Tutto qui.
Questo articolo ha finalità informative e descrive la tradizione ayurvedica classica. I prodotti menzionati sono integratori alimentari, non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e non sono destinati a diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Assumerli sotto la guida di un professionista ayurvedico qualificato.